28/02/2026

MESE di Marzo dedicato a San Giuseppe

Già a fine febbraio percepiamo nell’aria un cambiamento di luce e di clima. Le giornate si allungano, gli alberi mostrano le prime gemme e fiori, gli animali sono più attivi. Anche l’uomo viene influenzato dall’energia di marzo. Dopo il lungo inverno questo mese così speciale porta con sé la speranza della primavera che si avvicina. Ci sentiamo più vivi, con un maggiore entusiasmo, con la voglia di stare fuori maggiormente. Marzo è una vera e propria soglia, una porta che si apre su una stagione più generosa per l’uomo sotto molteplici punti di vista. Ciò che viviamo nel mondo esterno si riflette inevitabilmente su quello interiore. Il tempo atmosferico più mite e il risveglio della natura ci mostrano che l’inverno sta finendo: capiamo così, ancora una volta, che dopo il buio arriva sempre la luce, se abbiamo la pazienza, la fiducia e il coraggio di affidarci al ciclo della vita. Attenzione, però, il mese di marzo è una promessa ma non il ritorno effettivo della bella stagione. Siamo chiamati a vivere la soglia, il limite, il mezzo delle stagioni, per non illuderci del freddo concluso, che non ritornerà più. L’invito è quello di rimanere sulla soglia potendo volgere lo sguardo verso la primavera, ma non abbandonando ancora completamente l’inverno: il sole può ingannarci, ma il vento ancora freddo ci riporta a rimanere desti e concentrati su questo momento di passaggio. Non è ancora l’ora di lasciare andare il buio invernale, è solo un assaggio di ciò che la natura promette ogni anno: un invito a vedere e apprezzare le due medaglie dell’esistenza, l’ombra e la luce, il caldo e il freddo, la morte e la rinascita. Marzo è la stagione della danza degli opposti. Gustiamoci questo ballo dei sensi, divertiamoci a vivere entrambi questi momenti per poter integrare dentro di noi la completezza della vita. Tutti sanno che il mese di marzo è dedicato a San Giuseppe, allo stesso modo che il mese di maggio è dedicato alla Madonna e il mese di giugno al Sacro Cuore. Le origini di questa devozione sono legate a piccoli impulsi provenienti da alcune pubblicazioni che evidentemente avevano incontrato il favore dei fedeli, desiderosi di conoscere e di onorare san Giuseppe soprattutto in preparazione alla sua festa del 19 marzo, che rimane il punto di riferimento. I devoti di san Giuseppe sanno che Giovanni Paolo II ha inserito nel contesto delle grandi encicliche sulla “Redenzione” l’Esortazione apostolica Custode del Redentore, facendo così chiaramente intendere che san Giuseppe è ben altro che una “pia presenza” all’interno di una “devozione popolare”. Egli ha avuto nel mistero dell’incarnazione e della redenzione il ruolo di “servire direttamente la persona e la missione di Gesù mediante l’esercizio della sua paternità: proprio in tale modo egli coopera nella pienezza dei tempi al grande mistero della redenzione ed è veramente ‘ministro della salvezza” (n.8). Poiché il mese di marzo si presenta come una buona occasione per conoscere la “teologia di san Giuseppe”, l’Editrice Shalom ha recentemente stampato il libro Il Mese di Marzo dedicato a san Giuseppe, nel quale giorno dopo giorno viene sviluppata la “parte” che san Giuseppe ha avuto nei misteri della vita nascosta di Gesù come “sposo” di Maria e “padre” di Gesù. Il matrimonio e la paternità non sono oggi i temi più discussi e urgenti? Come non cogliere, allora, questa occasione per conoscere bene questi temi dottrinali e pastorali alla luce di un personaggio che vi è stato coinvolto fino all’inverosimile? Al termine di ogni riflessione, il libro riporta anche una “testimonianza”, che corrisponde alla piacevole consuetudine dell’”esempio”, seguita da un “fioretto” e da una “giaculatoria”, ricavati per intero dalla Sacra Scrittura. Poiché pietà e dottrina si incontrano, fedeli e pastori non resteranno delusi.

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