Leiter - Pfarrer
Ordinato Sacerdote nel 1989 si è laureato in Teologia e Filosofia, ha conseguito il Master in Bioetica ed il Baccalaureato in Comunicazione Sociale Istituzionale. Giornalista pubblicista, già docente universitario, parroco ed officiale di Curia dell'Arcidiocesi di Potenza, attualmente è sacerdote "fidei donum" in Germania dal 2014, nonché Coordinatore della Zona Nord delle Missioni Cattoliche Italiane di Germania e Scandinavia.
Segretaria
Segretaria della Missione Cattolica Italiana da Giugno 2023, stilista e grafica, impegnata da sempre nella difesa dei più deboli, nel sostegno agli anziani residenti nelle strutture di accoglienza e nella protezione delle donne vittime di violenza. (La segreteria è aperta il martedì dalle 10.00 alle 13.00 ed il giovedì dalle 10.00 alle 13.00).


Il mese di giugno è il sesto dei 12 mesi dell'anno secondo il calendario gregoriano ed è costituito da 30 giorni. Il nome Giugno deriva dal mese romano Junius che, secondo Ovidio, ha origine da juniores: "i giovani" a cui i romani dedicavano il mese. Difatti Romolo aveva diviso la popolazione in due: i maggiori (cioè gli adulti, gli anziani), e i minori (i giovani abili alle armi), così i primi governavano con la saggezza e i secondi con la forza delle armi. Altri dicono che il nome Giugno derivi dalla dea Giunone, Juno, dea della luce, protettrice delle donne, delle nozze e dei parti, moglie di Giove e simbolo della prosperità femminile, nonché la più importante divinità femminile, a cui il mese era dedicato. La grande fioritura della devozione al Sacro Cuore di Gesù si ebbe dalle rivelazioni private della visitandina Santa Margherita Maria Alacoque che insieme a San Claude de la Colombière ne propagarono il culto. Sin dal principio, Gesù ha fatto comprendere a Santa Margherita Maria Alacoque che avrebbe sparso le effusioni della sua grazia su tutti quelli che si sarebbero interessati a questa amabile devozione; tra esse fece anche la promessa di riunire le famiglie divise e di proteggere quelle in difficoltà riportando in esse la pace. Santa Margherita scrive alla Madre de Saumaise, il 24 agosto 1685: «Egli (Gesù) le ha fatto conoscere, di nuovo, la gran compiacenza che prende nell'essere onorato dalle sue creature e le sembra che Egli le promettesse che tutti quelli che si sarebbero consacrati a questo sacro Cuore, non perirebbero e che, siccome egli è la sorgente d'ogni benedizione, così le spanderebbe, con abbondanza, in tutti i luoghi dove fosse esposta l'immagine di questo amabile Cuore, per esservi amato e onorato. Così riunirebbe le famiglie divise, proteggerebbe quelle che si trovassero in qualche necessità, spanderebbe l'unzione della sua ardente carità in quelle comunità dove fosse onorata la sua divina immagine; e ne allontanerebbe i colpi della giusta collera di Dio, ritornandole nella sua grazia, quando ne fossero decadute». Ecco inoltre un frammento di una lettera della santa a un Padre gesuita, forse al P. Croiset: «Perché non posso io raccontare tutto quello che so di questa amabile devozione e scoprire a tutta la terra i tesori di grazie che Gesù Cristo racchiude in questo Cuore adorabile e che intende spandere su tutti quelli che la praticheranno?... I tesori di grazie e di benedizioni che questo sacro Cuore racchiude sono infiniti. Io non so che vi sia nessun altro esercizio di devozione, nella vita spirituale, che sia più efficace, per innalzare, in poco tempo, un'anima alla più alta perfezione e per farle gustare le vere dolcezze, che si trovano nel servizio di Gesù Cristo».«In quanto alle persone secolari, troveranno in questa amabile devozione tutti i soccorsi necessari al loro stato, vale a dire, la pace nelle loro famiglie, il sollievo nel loro lavoro, le benedizioni del cielo in tutte le loro imprese, la consolazione nelle loro miserie; è proprio in questo sacro Cuore che troveranno un luogo di rifugio durante tutta la loro vita, e principalmente all'ora della morte. Ah! come è dolce morire dopo avere avuto una tenera e costante devozione al sacro Cuore di Gesù Cristo!».«Il mio divin Maestro mi ha fatto conoscere che coloro che lavorano alla salute delle anime, lavoreranno, con successo e conosceranno l'arte di commuovere i cuori più induriti, purché abbiano una tenera devozione al suo sacro Cuore, e s'impegnino a ispirarla e stabilirla in ogni dove».«Infine, è molto visibile che non vi è nessuno al mondo che non riceva ogni sorta di soccorso dal cielo, se ha per Gesù Cristo un amore veramente riconoscente, come si è quello che gli si dimostra, con la devozione al suo sacro Cuore». Questa è la raccolta delle promesse fatte da Gesù a santa Margherita Maria, in favore dei devoti del Sacro Cuore: 1. Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato. 2. Io metterò la pace nelle loro famiglie. 3. Io li consolerò in tutte le loro afflizioni. 4. Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in morte. 5. Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese. 6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano infinito della misericordia. 7. Le anime tiepide diverranno fervorose. 8. Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a una grande perfezione. 9. Io benedirò le case ove l'immagine del mio sacro Cuore sarà esposta e onorata. 10. Io darò ai sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti. 11. Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.
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Qui ci si potrà prenotare soprattutto per la messa domenicale così da trovare i fogli già compilati e mettere solo uno "spunto" per la presenza.
“Fratelli tutti”, ecco l’enciclica sociale di Papa Francesco Fraternità e amicizia sociale sono le vie indicate dal Pontefice per costruire un mondo migliore, più giusto e pacifico, con l’impegno di tutti: popolo e istituzioni. Ribadito con forza il no alla guerra e alla globalizzazione dell’indifferenza
Ulteriori informazioni"La Vita dopo la Pandemia" è una speranza necessaria, pragmatica e non sentimentalistica, che viene dalla possibilità, ancora praticabile, di intervenire subito per rimodulare il cammino del cosiddetto progresso.
Ulteriori informazioniAngelo benignissimo, mio custode, tutore e maestro, mia guida e difesa, mio sapientissimo consigliere e amico fedelissimo, a te io sono stato raccomandato, per la bontà del Signore, dal giorno in cui nacqui fino all’ultima ora della mia vita. Quanta riverenza di debbo, sapendo che mi sei dovunque e sempre vicino! Con quanta riconoscenza ti devo ringraziare per l’amore che nutri per me, quale e quanta confidenza per saperti il mio assistente e difensore! Insegnami, Angelo Santo, correggimi, proteggimi, custodiscimi e guidami per il diritto e sicuro cammino alla Santa Città di Dio. Non permettere che io faccia cose che offendano la tua santità e la tua purezza. Presenta i miei desideri al Signore, offrigli le mie orazioni, mostragli le mie miserie e impetrami il rimedio di esse dalla sua infinita bontà e dalla materna intercessione di Maria Santissima, tua Regina. Vigila quando dormo, sostienimi quando sono stanco, sorreggimi quando sto per cadere, alzami quando sono caduto, indicami la via quando sono smarrito, rincuorami quando mi perdo d’animo, illuminami quando non vedo, difendimi quando sono combattuto e specialmente nell’ultimo giorno della mia vita, siimi scudo contro il demonio. In grazia della tua difesa e della tua guida, ottienimi infine di entrare nella tua gloriosa dimora, dove per tutta l’eternità io possa esprimerti la mia gratitudine e glorificare assieme a te il Signore e la Vergine Maria, tua e mia Regina. Amen.
Ulteriori informazioniIl nostro amico Giorgio De Pol, farà da guida turistica a tutti coloro che volessero meglio conoscere la città di Amburgo.
Ulteriori informazionihttps://pensiero.online/la-parola-che-unisce-comunicare-giubileo/
Ulteriori informazioniDall’Extra omnes all’Habemus Papam. Gesù disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti» (Lc 5, 1-11). Gesù si rivolse a Pietro parlando in aramaico. Le sue parole ci sono giunte in greco, ma hanno fatto la loro fortuna in latino: “Duc in altum”, prendi il largo; è diventato il motto di tanti. “Duc in altum” è un semplice invito a scostarsi dalla riva, ad andare in acque più profonde, ma nella tradizione cristiana è diventato il simbolo di un avventurarsi fiducioso nel mare della vita, dell’abbandono delle sicurezze date dalla riva, dalla terra ferma, per lanciarsi in maniera coraggiosa nell’annuncio del vangelo; ciò che fa ogni missionario che sceglie questa strada. È Gesù che invita ad affrontare il mare aperto. Pietro, pescatore esperto, avrebbe potuto contestare quel maestro che di acque e pesci non se ne intendeva affatto. Ma non era un maestro qualsiasi, era il Maestro. “Sulla tua parola getterò le reti”. Pietro si fida, al di là di ogni logica. Ci fidiamo anche noi, qualunque cosa ci chieda pronti a prendere il largo, che sia il Maestro o che sia il suo Vicario in terra: Leone XIV. La figura del nuovo Pontefice è la figura di un pastore secondo il cuore di Dio; ed in uno scenario storico più ampio e complesso dei processi culturali, pastorali e politici in corso nella Chiesa cattolica ecco che un pastore con l’esperienza del nuovo Papa, è l’esperienza più vicina a noi missionari, sacerdoti “fidei donum”, che abbiamo scelto di servire quella porzione di popolo di Dio affidatoci. La Chiesa comunità vivente di fratelli e sorelle che si amano nel nome del Signore, si è dotata — lungo la sua storia bimillenaria — di molteplici forme con cui esprimere la sua gratitudine spirituale e/o materiale nei confronti di coloro che, nel corso della loro vita cristiana, si sono distinti per il servizio gratuito e generoso a favore della Chiesa, oggi in modo particolare lo vediamo e lo riviviamo nella figura di Leone XIV. Lo stile e gli orientamenti del nuovo Papa genereranno un radicale rinnovamento nell’interpretazione della teologia e nella stessa pastoralità della Chiesa da Lui guidata. Con il “Dialogo”, e quindi come base la “Pace”, vuole impostare il suo servizio apostolico sul dialogo tra Dio e l’uomo, coinvolgendo tutte le realtà della Chiesa, così come ha fatto in modo particolare intervenendo anche riguardo il Cammino sinodale della Chiesa in Germania, per dare la giusta direzione. Ecco allora che conoscendo la sua spiritualità, le premesse fatte con il suo primo intervento, già si denotano le caratteristiche che sono possedute dal sacerdote – ed ora Pontefice - , ed ovviamente dai sacerdoti e da un sacerdote missionario come lo è stato lui e che sono: la centralità del mistero al Cristo; la Sacra Scrittura come anima del sapere teologico; la teologia dogmatica dai temi biblici, ai contributi dei Padri (orientali e occidentali), ai dogmi storici; l’approfondimento della dottrina; la teologia morale; il diritto canonico e la storia della Chiesa (secondo la costituzione dommatica Lumen Gentium); la liturgia (secondo le norme della costituzione Sacrosanctum Concilium). Sicuramente sarà un ottimo successore di Pietro!
Ulteriori informazioniCarissimi Il mese di ottobre ogni anno sensibilizza le nostre comunità verso le missioni e la missionarietà, che rappresentano lo stile di ogni discepolo di Gesù: “Andate e portate a tutte le genti il Vangelo di Speranza”. Quest’anno, su invito di Papa Leone, siamo chiamati ad intensificare la preghiera per la pace, perché il Signore la conceda a questa nostra umanità tormentata. Nonostante i conflitti in varie parti del mondo, la Comunità cristiana sparsa in ogni angolo della terra, si pone come lievito di pace e di speranza perché siano sante ferite, siano riconciliati i cuori e si ricominci da una riparazione giusta e concorde. Pertanto, vi esorto a non lasciare mancare in questo mese dedicato alle missioni e a Maria, donna dal cuore evangelico, presso le parrocchie, i gruppi, i movimenti e le stesse comunità dei Consacrati e delle Consacrate, momenti di preghiera personale e comunitaria, soprattutto con la recita del santo Rosario. E là, dove è possibile, si scelgano giornate di digiuno per chiedere al Signore il dono prezioso e irrinunciabile della pace. Chiedo, inoltre che ogni parrocchia si ritrovi insieme nella giornata dell’11 ottobre, come voluto da Papa Leone, per una Veglia di preghiera che implora la pace. Nel suo messaggio per la Giornata missionaria mondiale il compianto Papa Francesco, intendeva ricordare: “alcuni aspetti dell’identità missionaria cristiana, affinché, possiamo lasciarci guidare dallo Spirito di Dio e ardere di santo zelo per una nuova stagione evangelizzatrice della Chiesa”. Vi invito a riprendere questo testo per la riflessione e la preghiera con i fedeli. Il messaggio papale pone al centro Cristo: “Il divino Missionario della speranza, modello supremo di quanti lungo i secoli portano avanti la missione ricevuta da Dio anche nelle prove estreme”. Il Papa inoltre, chiede che le nostre comunità diventino sempre di più animatrici della speranza missionaria con la preghiera e con azioni concrete, facendolo: “Con lo stile di Dio, con vicinanza, compassione e tenerezza, curando la relazione personale con i fratelli e le sorelle nella loro concreta situazione”. Ricordiamoci, conclude il Papa, che: “l’azione missionaria di trasmettere e formare la fede matura in Cristo, è il paradigma di ogni opera nella Chiesa. Un’opera che richiede comunione di preghiera e di azione e che promuove la responsabilità missionaria dei battezzati e il sostegno delle nuove Chiese particolari”. In vista di questo importante appuntamento, vi chiedo di sensibilizzare i fedeli perché siano sempre di più conosciute esperienze missionarie, magari legate alla nostra Chiesa diocesana e si avviano gemellaggi con realtà missionarie. Si evitino in questo mese altre collette e si indirizzi quanto devoluto, a Missio-Pontifice Opere Missionarie. Ricordo ai Parroci che il versamento deve essere fatto non oltre il 15 dicembre 2025, per motivi di chiusura del bilancio. Infine, vi chiedo di prendere parte insieme ai fedeli alla Veglia diocesana Missionaria che si terrà il 18 ottobre 2025 ore 20,30 presso la Parrocchia Santa Maria della Speranza a Potenza. Il Signore che ricompensa quanti si prendono cura del suo Corpo che è la Chiesa, vi ricolmi di ogni benedizione. Potenza 2 ottobre 2025 + Davide Carbonaro Arcivescovo Metropolita di Potenza Muro Lucano Marsico Nuovo
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